Gli All Reds sul video trasmesso ieri al TG3
vinc3nt | 02 Settembre, 2008 14:40
Renato è stato ucciso due anni fa a Focene, mentre usciva da una festa,
da 2 ragazzi vicini agli ambienti della destra estrema. Anche il
recente agguato è opera di “estremisti di destra” per usare le parole
del sindaco, il quale ha condannato l’azione squadrista di pochi giorni
fa ed espresso solidarietà ai ragazzi aggrediti.
In questo caso la scelta della vittima potrebbe non essere stata casuale,
visto che nel gruppo di amici che ha subito l’aggressione è stato
accoltellato proprio chi aveva chiuso la manifestazione con un discorso
dal palco. Per fortuna, Fabio potrà guarire.
Le istituzioni e la cittadinanza romana non possono tollerare il
ritorno dello squadrismo che riemerge dagli anni più vergognosi del
nostro passato.
Abbiamo tutti problemi reali da affrontare: il costo dell’abitare, il
caro vita, la precarietà, la possibilità di fare sport, di fare musica,
di studiare. Continueremo a farlo. Dovremo farlo tutti, noi che a Roma
viviamo, lavoriamo, studiamo.
Quegli aggressori, invece, vogliono impedirlo. Per questo vorrebbero
essere chiamati "fascisti", oppure "nazional-socialisti". Di sicuro
sono vili canaglie.
Da questo ambiente deriva il video, mandato in onda dal TG3, che
mostrava l'azione di intimidazione compiuta da squadristi fuorilegge
durante una gara ufficiale verso noi All Reds Rugby Roma, squadra
ospite, ma anche nei riguardi della società che ospitava l'incontro e
del rugby italiano. In questo filmato vengono perpetrati insulti,
minacce e diffamazioni a nostro carico ed affermazioni revisioniste che
infangano la memoria storica del nostro paese. Tutto ciò dimostra la
premeditazione e lo scopo "politico" di quell’azione ma ne rende solo
in parte tutto il suo carattere intimidatorio e violento.
Dimostra, inoltre, la volontà di fornire un esempio, un modo di
comportarsi assolutamente estraneo e contrario allo spirito e alla
realtà del rugby. Uno spirito a cui gli All Reds si sono sempre
ispirati, immaginando e considerando questo sport come un sano veicolo
di aggregazione, crescita e socialità, e che ci ha permesso di creare
un legame di leale e reciproco rispetto e agonismo con tutte le realtà
rugbistiche laziali.
Chiediamo che la FIR condanni pubblicamente, formalmente e chiaramente
l'azione ed i suoi autori e che, con questo, chiarisca se intende
tollerare o meno che tali personaggi continuino a minare lo spirito e
la pratica di questo nobile sport.
Chiediamo inoltre a tutti e a tutte, ai cittadini, alle associazioni
democratiche, alle istituzioni, alle società sportive, ai giocatori,
agli appassionati, di isolare e condannare quelle azioni e quelle
persone che nulla possono e devono avere a che fare con il nostro
mondo.