Ancora Riot a Copenhagen per l'Ungdomshuset
vinc3nt | 05 Settembre, 2007 14:06
Dopo un estate un po' fiacca (nonostante ci sia comunque stato un corteo ogni giovedì e più volte un altro edificio vuoto sia stato occupato - e poi sgombrato-), finalmente la città si è risvegliata.
Un paio di settimane fa un edificio sempre in Nørrebro è stato occupato per la settima volta da un ristretto gruppo di attivisti, i quali, dopo essere stati sgombrati pressochè subito, hanno dato vita ad un paio d'ore di riots con barricate in tutta la zona circostante. Nella settimana successiva hanno poi provato a riprendersi l'edificio altre due volte, purtroppo senza successo.
Giovedì 30 è invece iniziata l'Action week, che vede al suo interno otto giorni consecutivi di mobilitazioni, partendo da un grosso corteo appunto il 30, passando per i 6 mesi dallo sgombero (1 settembre) e concludendosi giovedì prossimo (il 6 settembre, ovvero 6/9, ovvero 69, il numero civico di Jagtvej in cui l'Ungdomshuset si trovava) con 69 cortei differenti da diverse zone della città che confluiranno in un'unica piazza.
Dopo un corteo molto partecipato Giovedì (15.000 persone in piazza), il Sabato (1 settembre) due cortei sono partiti da Nørrebro e da Christiania, unitisi in centro e conclusosi di fronte al "Municipio". Molta gente ancora in piazza, qualche momento di tensione ma nulla di chè. Per la serata era poi prevista una street fest il cui luogo è stato annunciato a fine del corteo: Jagtvej 69.
Ritrovatisi lì dalle 22 la gente è continuata ad arrivare, spostando il sound system prima dalle macerie del vecchio edificio alla strada, e poi dalla strada alla piazza di lì a 50m dove si incrociano Jagtvej e Nørrebrogade.
La situazione si è subito animata. Niente polizia in giro (si vedevano però da lontano su tutti e quattro i lati i lampeggianti dei blindati a 1km di distanza) ma tanta rabbia emersa subito, e sui suoni di punk-hc e drum'n'bass, in molti hanno immediatamente innalzato barricate sui quattro lati della piazza fatte di bancali, carrelli, bidoni della spazzatura e ogni sorta di materiale, le quali sono state subito date alle fiamme. Nell'arco di mezz'ora oltre 2000 persone erano in piazza, con le barricate su tutti i lati e dietro di esse centinaia di sanpietrini e bottiglie pronte ordinatamente in fila. Il McDonald's che si affaccia sulla piazza (appena ristrutturato con oggetti di design e quindi credo unico McDonald's al mondo a non essere più giallo e rosso) è stato dopo poco bombardato con palloncini di vernice prima e sassate poco dopo, alchè, nel giro di un'altra mezz'ora (verso le 24.30), nessuna delle sue vetrate era più intatta.
Era ormai difficile trovare un volto scoperto tra le 2000 persone in piazza, quando il sound system ha annunciato che in molti volevano andare verso il centro città e magari provare di nuovo a prendersi l'edificio da cui sono stati sgombrati ormai nove volte. Interessante la raccomandazione di "pensare ai propri colpi, risparmiando i piccoli negozi e colpendo solo corporations e grandi catene".
Dopo duecento metri di cammino lungo Nørrebrogade, la polizia ancora lontanissima ha fatto piovere in messo al corteo una quantità di lacrimogeni impensabile davanti, in mezzo e dietro ai manifestanti, disperdendo tutti nelle vie laterali dove in molti si sono dovuti accasciare (e in molti hanno vomitato per la quantità di gas respirata) prima di riprendersi a fatica. Da qui la gente divisa a piccoli gruppi ha attaccato polizia, banche, supermercati (alcuni dei quali poi saccheggiati, più da passanti che da manifestanti) e fast food's. Gli scontri sono poi proseguiti fino alle 5 di mattina, con un'intensità estremamente più bassa rispetto a Marzo, nonostante i 64 arresti, le decine di vetrine infrante e qualche molotov spuntata solo a tarda nottata.
Indubbiamente la polizia ha questa volta cercato di contenere inizialmente i danni, evitando di disperdere i manifestanti quando si era ancora fermi in piazza, ma ha poi perso la testa lanciando durante la notte lacrimogeni ovunque vedesse più di 5 persone insieme (almeno un paio di volte anche verso gente appena uscita da bar lungo Nørrebrogade e che avevano l'aria di non sapere nemmeno cosa stesse succedendo). La rabbia della piazza è enorme e non si è certo spenta dopo le giornate di Marzo, e questi ultimi giorni rilanciano con gran forza "aktionG13", un'azione che ci sarà il 6 ottobre in cui è già stato dichiarato quale edificio verrà occupato e a che ora, con l'idea di costringere comune e polizia a scegliere se lasciarlo ai manifestanti o presidiarlo e quindi lasciare l'iniziativa alla piazza.
"Se non c'è un Ungdomshus a Copenhagen, ci sarà battaglia per averne una nuova".