VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

Aggressione neofascista al campo di protesta ambientalista di Angarsk (Siberia)

vinc3nt | 23 Luglio, 2007 10:42

All'alba del 21 luglio, intorno alle 5 del mattino, il luogo dove ci eravamo stabiliti per campeggiare è stato brutalmente assalito. Diversi fascisti sono piombati all'improvviso sulle nostre tende dandogli fuoco e rubando le nostre cose, colpendoci nel sonno con bastoni, martelli e calci. Il tutto mentre inveivano e urlavano contro gli antifascisti – elemento che, insieme all'assurda e consapevole violenza dell'aggressione, non lascia dubbi sulla natura dell'azione: non si è trattato di hooligan qualsiasi, ma di un'incursione fascista coordinata e pianificata.

Va rilevata la lunga attesa – più di mezz'ora – che ha contraddistinto l'intervento delle forze di dell'ordine richiamate sul luogo e i successivi tentativi, da parte sempre della Polizia, di negare l'esistenza di gruppi neofascisti nell'area di Angarsk. I partecipanti al campo ecologista si sono visti invitare dai dirigenti di Polizia sul luogo a non “dare scandalo” e a “non comunicare con i giornalisti” riguardo all'aggressione subita. Ma non possiamo tacere, poiché l'indignazione e il desiderio di riscatto vanno al di là di ogni altra considerazione.

La scorsa notte abbiamo perso un nostro compagno. Ilya Borodaenko – un compagno anarchico di Nakhodka, membro dell'Azione Autonoma – è morto a causa di un trauma cranico e del pestaggio subito. La notte dell'aggressione, Ilya e altri due partecipanti del campo erano di turno ed Ilya è stato il primo a fronteggiare il gruppo fascista. Alcuni altri partecipanti sono stati ricoverati all'ospedale in gravi condizioni (con traumi cranici e fratture alle braccia e alle gambe). Le tende sono state date al fuoco o distrutte; le bandiere sono state rubate.

Comunque sia, non ci dimenticheremo nulla, e non perdoneremo la morte di Ilya Borodaenko ai suoi assassini – a prescindere dal corso che potrà mai prendere l'indagine “ufficiale”. Non fermeremo le nostre attività al campo di protesta ambientalista, non fermeremo la nostra lotta contro la piaga nazifascista e contro la mafia del nucleare, contro la feccia dell'autoritarismo e del razzismo, contro tutto ciò che mira alla distruzione sia della natura che della dignità umana. 

Oggi siamo in lutto.
Domani continueremo la nostra lotta.

 

 

indy_uk - indy_siberia - VIDEO (mainstream)

da indymedia.org

Un attivista ucciso durante un attacco nazista al campo antinucleare

Ilya Borodaenko Nella notte del 21 luglio alcune dozzine di skinheads nazisti hanno attaccato l'eco-campeggio contro le industrie nucleari in Angarsk/ Siberia. Gli attivisti che stavano dormendo sono stati massacrati con sbarre metalliche e coltelli. Tutte le tende sono state bruciate. Ilya "Ugler" Borodaenko da Nahodka, 21 anni, e' morto in ospedale poche ore dopo. Ed ancora, alcune persone hanno subito dei seri danni, una e' ancora in condizioni critiche ed attualmente sotto intervento chirurgico. 10 nazisti sono stati arrestati dalla polizia e l'indentita' di altri 13 e' gia' nota. Al momento e' attiva una raccolta fondi per aiutare le persone colpite e coprire anche le spese del trasporto del corpo di Ilya verso Vladivostok. Potete inviate il vostro supporto a: Jakub Gawlikowski PL05 1140 2004 0000 3702 4238 2269 BRE Bank S.A. Retail Banking, al. Mickiewicza 10, 90-050 ..odz BIC/SWIFT: BREXPLPWMUL CODE: 11402004 specificando "a favore delle vittime dell'attacco in Siberia"-

Il campo aveva avuto inizio la settimana precedente ed era stato roganizzato per protestare contro un centro per l'arricchimento dell'uranio ad Angarsk. Dal momento dell'insediamento degli atitvisti la polizia ha cercato di intimidirli e di estrare nel campo per raccogliere informazioni sulle azioni previste. L'organizzazione che ha organizzato l'evento, il cui nome tradotto in italiano è l'onda ecologica del Baikal, ha programmato numerosi interventi nell'area per informare i locali e per creare supporto alla campagna. [Read More on UK Indymedia]

Photos: The Camp before the attack | And after...
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