VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

Appunti sparsi sull'animalismo... (prima parte)

vinc3nt | 08 Gennaio, 2007 17:14

Il senso della parola animalismo, non può assolutamente prescindere dal non infliggere dolore o morte agli animali. Scontato?

In italia ad oggi, la più grande associazione animalista (animalisti italiani), e una grande parte di chi si dice animalista, è connivente con pratiche e visioni culturali che nulla hanno a che fare con la tutela degli animali.
 

"Nella vita o si è logici o si è patologici"... nulla di più vero se poi ogni giorno bisogna avere a che fare con gente che dice di amare gli animali e contemporaneamente li mangia, o con chi dice di tutelarli e poi considera la vivisezione necessaria e vantaggiosa (per tutti gli animali non sacrificati). Davvero una grande dose di schizzofrenia da dover digerire ogni giorno...

Non può esserci nessuna discussione sull'animalismo se non si pone alla base questo... e non mi pare affatto una richiesta allucinante.

Ci possono essere tante motivazioni per scegliere questa strada, ma io ne prenderò solo una, quella che per me è la questione fondamentale:

la scelta di voler fare *il minor male possibile nel mondo*, è la premessa fondamentale per chi sceglie di diventare vegetariano e meglio ancora vegano.

Alla premessa, segue un ragionamento logico ed essenziale, lontano sia da ideologie sia da moralismi:
se un uomo può vivere in perfetta salute non mangiando carne, se può permettersi di alimentarsi in modo alternativo, e se quello che vuole è *fare il minor male possibile nel mondo*, la conclusione scontata è smettere di mangiare la carne.

Per chi parte da questa premessa, la scelta vegetariana (o vegan) è una conclusione ovvia.

Questo non è banalizzare. Pensare facile (semplificare) a volte è l'unico modo per non perdersi dietro fanfa e infinti discorsi, e per avere una visione d'insieme... troppo spesso infatti qualcun* costringe ad un infinito parlare pur di non agire.

Si potrebbe parlare a lungo di quello che è il senso del tutto, della vita, della "catena alimentare",  di quelle che sono le "leggi naturali", ma a me questi discorsi hanno giù stancato da tempo, e mi pare scontato credere che un essere vivente non meriti di morire per puro piacere di qualcuno (caccia) o per puro gusto (cibo) o per moda (vestiti) o per interessi pseudoscientifici (vivisezione).

Chi invece riesuma le "leggi di natura", ha un modo molto bizzarro di comportarsi...

giustifica la sua "bistecca al sangue" in nome di una velata antropocentrica legittimità ad usare il mondo e ciò che lo popola per propiro piacere, e schizofrenicamente contesta nello stesso momento le diseguaglianze tra gli uomini che potrebbero essere spiegate con le stesse "leggi di natura", oppure contesta lo sfruttamento delle risorse o l'inquinamento delle gandi aziende petrolifere (ostentando il superamento della falsa e vecchia visione della centralità dell'uomo), senza poi curarsi dell'insostenibilità della produzione industriale della carne.

Ciò che mi lascia perplesso è come sia possibile, per alcune persone, impegnarsi in lotte sociali per l'uguaglianza tra gli uomini e il rispetto dell'ambiente e rimanere al contempo non solo insensibili, ma conniventi ad una inutile strage di esseri viventi...

 

 

(continuerà prima o poi...)

Commenti

Re: Appunti sparsi sull'animalismo... (prima parte)

spleen | 12/01/2007, 18:35

Si, ti avevo già capito in questo senso. Eppure tu stesso parli di "un modo più naturale", una sorta di compromesso, una sorta di via di mezzo che sia sostenibile...nel tuo discorso è comunque ammessa qualche bruttura.

E in ogni caso è cercare di fare una marcia indietro che tende verso un punto ideale che è totalmente naturale, totalmente non invasivo, totalmente "buono". E questo, almeno come riesco ad immaginarmelo ora io, è prima che l'uomo abbia iniziato a devastare e intervenire sulla natura per la propria comodità.

Che poi queste comodità siano anche maldistribuite fra l'umanità, ancora peggio...ma allora mi parli di tornare indietro tanto quanto basta per tutt* e permetta alla terra di finire con la fine del sole?
No perche già così (forse) sarebbe bene.

Che ne pensi?

Re: Appunti sparsi sull'animalismo... (prima parte)

vinc3nt | 11/01/2007, 13:47

si ma il problema non è come controllare e intervenire nell'ecosistema per rendere (un po più) sostenibile ciò che di insostenibile facciamo...
perchè questa strada non porterà a nulla di buono.
il vero problema è smettere di fare azioni che non sono sostenibili.

lo so che dire queste cose usando un pc può sembrare una contraddizione...
esistono di fatto delle tendenze che rendono meno contraddittorio quello che dico, e sono quelle le pratiche da mettere in atto.
mi riferisco ad esempio a tutto ciò che tende verso un ritorno al naturale... chiamalo primitivismo se vuoi (ma non pensare che volgio tornare a vivere nelle caverne)
la stessa autoproduzione delle cose di cui abbiamo bisogno (avere un orto ad esempio) tende proprio a questo.

il punto è che bisogna smettere di pensare a come far sostenere alla terra, cose che le sue risorse non gli permettono di sostenere.

è scientificamente dimostrabile che garantire una doccia calda a tutti gli abitanti della terra non è possibile. questa non è ideologia, è scienza.
per questo è "insostenibile" continuare a parlare di intervento sull'ecosistema se non si mette in discussione cioè che è bisogno, e non si tende verso un modo più naturale (e quindi per definizione sostenibile) di vivere.

Re: Appunti sparsi sull'animalismo... (prima parte)

spleen | 10/01/2007, 20:34

E infatti noi uomini qua sulla terra l'abbiamo sconvolto l'ecosistema, ecco perchè poi abbiamo bisogno di "controllare" e intervenire. Perchè altrimenti non sarebbe sostenibile tutto quello che facciamo...la distruzione che mettiamo in atto in ogni momento. Dalla maglietta che indossiamo all'automobile, a questo pc, a questa casa..

Primitivismo? Eppure tante cose che amiamo non esisterebbero se questo schifo non ci fosse...è un gran casino.

Comunque bella vinc3nt..ormai che ho scoperto i feed tengo sotto controllo te e tutti i noblogs...al prossimo commento!

Re: Appunti sparsi sull'animalismo... (prima parte)

vincent | 10/01/2007, 12:50

a quell'anarchico (e che anarchico) risponderei che la natura non ha proprio bisogno dell'intervento dell'uomo per regolare gli equilibri dell'ecosistema. E l'uomo dovrebbe essere meno presuntuoso e smettere di considerarsi fondamentale visto che l'epilogo del suo essere sulla terra porterà inevitabilmente alla distruzione di quest'ultima.

il rifondarolo (che già si commenta da se) mi deve spiegare COS'ALTRO deve risolversi, se io piuttosto che uccidere scelgo di NON farlo. Io con quell'atto (o meglio con la rinuncia ad un atto) ho già cambiato il mondo... o quantomeno me stesso.
Piuttosto, dovrebbe riflettere sulla sua di inutilità, visto che non risolve il problema che individua.

Due parole

spleen | 08/01/2007, 18:17

Una volta un anarchico m'ha detto che è inutile essere veg*, perchè in qualche modo bisogna anche controllare gli animali sul territorio, evitare che in un certo senso c'invadano.

Un rifondarolo, invece, m'ha detto che la scelta veg* è inutile perchè non si risolve il problema che si individua.

La tua perplessità su chi s'impegna per l'uguaglianza e l'ambiente è pure comprensibile. Io a questa domanda ho provato a darmi una risposta: gli uomini, anche quelli che lottano, lo fanno per loro...eppure possiamo biasimarli?

 
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