Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol
vinc3nt | 16 Gennaio, 2007 10:01
Secondo dati resi noti in questi giorni da diverse associazioni di diritti umani, sono state piu’ di 500 le aggressioni dettate dall’odio razziale effettuate nel 2006 dai bonnheads in Russia.
“Secondo dati in nostro possesso, nel 2006 in Russia a causa di aggressioni a sfondo razzista hanno perso la vita 53 persone, mentre altre 460 hanno riportato ferite di vario grado”, ha dichiarato a proposito la vicedirettrice del centro analitico moscovita “Sova” Galina Kozhevnikova.
Le aggressioni a sfondo razzista effettuate dai boneheads nel corso dell’anno appena conclusosi sono state registrate in 40 delle 89 regioni che compongono la Federazione Russa, con le due citta’ principali, Mosca e San Pietroburgo, a guidare questa triste classifica.
Secondo valutazioni fornite da esperti, attualmente in Russia sono presenti piu’ di 60.000 boneheads, i quali effettuano i loro raid principalmente nei confronti degli emigranti dalle regioni caucasiche, cosiccome di quelli provenienti dalle regioni asiatiche, nonche’ dei rappresentanti di associazioni subculturali e di minoranze sessuali.
[da www.ecn.org/antifa]
vinc3nt | 08 Gennaio, 2007 17:14
giustifica la sua "bistecca al sangue" in nome di una velata antropocentrica legittimità ad usare il mondo e ciò che lo popola per propiro piacere, e schizofrenicamente contesta nello stesso momento le diseguaglianze tra gli uomini che potrebbero essere spiegate con le stesse "leggi di natura", oppure contesta lo sfruttamento delle risorse o l'inquinamento delle gandi aziende petrolifere (ostentando il superamento della falsa e vecchia visione della centralità dell'uomo), senza poi curarsi dell'insostenibilità della produzione industriale della carne.
Ciò che mi lascia perplesso è come sia possibile, per alcune persone, impegnarsi in lotte sociali per l'uguaglianza tra gli uomini e il rispetto dell'ambiente e rimanere al contempo non solo insensibili, ma conniventi ad una inutile strage di esseri viventi...
vinc3nt | 13 Dicembre, 2006 23:50
E' di oggi la notizia [http://www.amisnet.org/it/5239] dell'approvazione al parlamento europeo di REACH...
Tra i vari lavori che sono stato costretto a fare per garantirmi la presenza a Roma come studente fuorisede, c'è stato anche il "dialogatore" [http://www.greenpeace.org/italy/dialogo-diretto-ddc] per greenpeace (cosa che sconsiglio assolutamente se quello che si cerca è un vero lavoro).
In quel periodo (2005) in particolare, si discuteva fortemente l'allora proposta di legge al parlamento europeo per la regolamentazione delle sostanze chimiche nocive, meglio conosciuta come REACH [http://www.novivisezione.org/fare/reach1.htm].
Come dialogatori naturalmente eravamo tenuti a conoscere le campagne di greenpeace, così come eravamo tenuti a saperle comunicare. Così attraverso il materiale offerto da greenpeace, potevamo avere tutte le informazioni necessarie per sapere cos'era REACH.
Se per greenpeace, REACH era la risposta ai problemi relativi la tossicità delle sostanze chimiche (e non poteva essere altrimenti visto lo sforzo fatto dall'associazione ambientalista per far arrivare la proposta nelle sedi del parlamento europeo), ben presto mi resi conto che nascondeva lati inquietanti [http://www.novivisezione.org/fare/reach_dossier.htm] che non mi sarei mai aspettato...
Cos'è REACH:
Il programma reach è una proposta di test su sostanze chimiche per verificarne la loro tossicità e conseguentemente per vietarne la vendita e la produzione.
Ciò che a Greenpeace non interessava minimamente fu la modalità della sperimentazione... Gran parte di questa, infatti, avveniva tramite la vivisezione... pratica che un vasto e forte movimento animalista cerca di bandire da anni [http://www.novivisezione.org/fare/reach.htm#riass].
La cosa assolutamente grave che mi spinse ad andare via fu che, seppur importanti ed autorevoli associazioni, come la L.A.V. [http://www.lav.lombardia.it/pages/campagne/reach.php] avevano fornito delle modifiche tecniche alla legge ed avevano indicato strumenti alternativi di sperimentazione (senza uso di animali e molto più attendibili scientificamente), per Greenpeace la campagna era ormai avviata e cambiare in corsa le carte in tavola era una scelta non conveniente politicamente.
In pratica la miopia di greenpeace decretava la morte dopo tortura (vivisezione appunto) ad un numero che oscillava tra i 20 e i 50 MILIONI di animali [http://www.infolav.org/lenostrecampagne/altrecampagne/testchimici/reachesperimentazioneanimale/index.htm], al solo scopo di ottenere un risultato assolutamente non scientifico [http://www.infolav.org/allegati/3/4411_Test_crudeli_e_inaffidabili.pdf] e perciò contestabile dalle industrie chimiche.
Ovvero già un anno fa, si poteva realisticamente prevedere uno scenario terribile... milioni di animali uccisi [http://youtube.com/watch?v=KyLDadKaWjI] per ottenere nulla.
Sarebbe stato molto meglio che un associazione come greenpeace avesse dato ascolto alle voci dell'animalismo, piuttosto che far prevalere questa miopia politica... Ma a distanza di un anno ormai è troppo tardi, non solo la proposta di greenpeace non è stata modificata in positivo [introducendo invece di pratiche di sperimentazione come la vivisezione, le moderne tecniche "in vitro" - scientifiche, affidabili ed etiche] ma al vaglio del parlamento europeo questa proposta è stata ulteriormente svilita...
Ma ancora non si impara che ad andare dietro agli interessi e le logiche politiche ciò che si ottiene è solo tanta ma tanta merda????
_______
vincent
vinc3nt | 11 Dicembre, 2006 16:03
«Affirmanti incumbit probatio»: già i latini sostenevano che «la prova tocca a chi afferma». L’onere della prova è dunque sulle spalle del credente. È lui che afferma l’esistenza di una o più divinità, e tocca quindi a lui dimostrarla.
Il non credente afferma che esiste l’universo, il credente afferma che esiste l’universo e, in aggiunta, Dio. Bene, spiegare il perché di quell’aggiunta è suo compito. Un paragone può essere fatto con le cause in tribunale: se io accuso qualcuno di aver compiuto un delitto, sono io che devo portare le prove a sostegno di questa accusa, altrimenti sarò a mia volta denunciato per diffamazione; se valesse il contrario, tutti accuserebbero tutti e impererebbe il caos.Prima ancora, il credente deve anche spiegare quale particolare concetto di Dio sostiene, perché esistono decine di migliaia di concetti di divinità. Non solo non esiste il tempo materiale per confutarli tutti, ma lo stesso credente dovrebbe, per coerenza, a sua volta confutarli tutti tranne il suo.
Del resto, se l’onere della prova non fosse a carico degli affermanti, costoro dovrebbero parimenti essere capaci di dimostrare anche l’inesistenza di tutti gli esseri immaginari concepiti dalla mente umana (dall’unicorno ai vampiri a Nonna Papera), e la falsità di tutte le pretese più fantasiose degli stessi esseri umani (come chi sostiene che gli asini volino).
È quindi interesse dei credenti farsi carico dell’onere della prova. Talvolta rispondono che l’incapacità di dimostrare che qualcosa non esiste non significa necessariamente che non esiste. Vero. Ma vale anche il contrario: se i credenti sono incapaci di dimostrare che un dio esiste, potrebbe voler dire che probabilmente non esiste.
Infine: se non esistono prove possono comunque esserci pesanti indizi. Se apro il frigo e non vi trovo alcuna giraffa, senz’altro non ho alcuna prova che una giraffa non sia mai entrata nel frigo, ma ho sufficienti evidenze (le dimensioni della giraffa rapportate al frigo, l’assenza di impronte lasciate dalla giraffa) che mi portano a considerare valida tale tesi.
da uaar.it
(soon with it's originates contents)
vinc3nt | 11 Dicembre, 2006 15:20
Il più grande criminale nella storia di quel paese e forse dell’intera America Latina, Augusto Pinochet Ugarte, è morto nel suo letto.
Per i 3.500 desaparecidos, per le decine di migliaia di torturati e prigionieri politici, per il mezzo milione di esiliati non ci sarà mai giustizia...
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