VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

18 mesi ai compagni del Mario Lupo

vinc3nt | 07 Febbraio, 2007 10:56

Sei mesi ciascuno. Una «pena spropositata» per l'avvocato dei tre autonomi, Andrea Marvasi,che esce dall'aula preceduto dal alcuni ragazzi del centro sociale – accompagnati a loro volta da mamme e papà - venuti a dare sostegno ai compagni che hanno ”tentato l'impresa”.
Il giorno del processo ai tre occupanti dell'ex macello (36 ore sul tetto del Mariano Lupo) è lungo: nel casellario delle udienze è fissato per le 11.30 del mattino. Slitta alle tre del pomeriggio,ma quando comincia sono quasi le 16.
Davanti al tribunale ci sono camionette della polizia, si alternano una decina di agenti. Dai furgoni non scenderanno mai perché i ragazzi sono tesi ma non hanno voglia di alzare la voce.Attendono pazienti quella benedetta sentenza e le parole sono affidate a un volantino: in trenta righe il loro punto di vista suggellato dalla convinzione che «le lotte non si processano».

leggi tutto su supportolegale 

Catania - Palermo

vinc3nt | 03 Febbraio, 2007 14:52

Ora c'è la gara per chi si indigna di più per la morte di un poliziotto, e poi tra un po, quando questa storia sarà abbastanza lontana da non fare più notizia... tutti di nuovo a gridare A.C.A.B. 

Questo si che è movimento.

 

una raccolta di articoli:

* ultras livorno | materiale per una controinchiesta sulla morte dell'ispettore Raciti | Audio: Misteri sulla morte di Raciti su Radio Onda d'Urto | >2< | L'infiltrazione fascista delle curve | Caruso | Liberazione | Le indagini si spostano su Forza Nuova | Video

da radio onda d'urto:

Chi e che cosa ha ucciso il poliziotto a Catania? L'avvocato Lorenzo Contucci, penalista con competenze riguardante i reati commessi in occasione di competizione sportive, giudica liberticide le misure varate dal governo contro gli ultras, che permetteranno diffide ancor più discrezionali ed arbitrarie e che introdurranno l'estensione a 48 ore della flagranza di reato, ritenuta incostituzionale, ma soprattutto pone una domanda inquietante: chi e che cosa ha ucciso il poliziotto di Catania? dall'autopsia risulta che è stato un corpo contundente, arrivato ad alta velocità, che ha provocato un segno con un diametro di una decina di centimetri di forma stellare... proprio il segno che potrebbe lasciare un candelotto lacrimogeno!

______________________ #2

Prosegue il mistero sulla morte dell'ispettore Raciti a Catania e anche le ultime versioni fornite dagli inquirenti non chiariscono i punti oscuri delle indagini che puntano esclusivamente in una direzione: quella secondo la quale ad uccidere il poliziotto è stato un ultras. Però questa mattina come arma del delitto dopo la bomba carta, il masso, il sasso, la sprangata e spuntato anche un lavabo. Ma ricostruiamo gli aggiornamenti: secondo repubblica on -line ci sarebbe la testimonianza di un collega che era accanto a Raciti quando è stato colpito: questo gruppo di poliziotti sarebbe stato attaccato da un gruppo di ultras armati di spranghe e bastoni che volevano aggredire i tifosi del Palermo scortati. Durante questa fase, quando Raciti è entrato all'interno dello stadio, da dietro una porta sarebbero sbucati alcuni tifosi che lo avrebbero aggredito violentemente. "L'ispettore - racconta il poliziotto - si è accasciato e mentre lo stavamo soccorrendo hanno continuato a lanciarci bombe carta esplose vicinissime: secondo l'ansa però si sta esaminando un filmato ed è qui che spunta il lavabo, divelto dai bagni dello stadio: nelle immagini si vedrebbe un giovane tifoso con il volto parzialmente coperto che colpirebbe l'ispettore con il lavandino. Nell'ambito di queste indagini un diciassettenne è stato interrogato dalla polizia ma poi rilasciato. Gli inquirenti non approfondiscono invece un'altra ipotesi, l'ipotesi che a colpire ed uccidere l'ispettore possa essere stato un lacrimogeno sparato da un collega. A suffragio di questa tesi c'è il tipo di ferita letale che ha causato la morte di Raciti: secondo l'autopsia sarebbe stata provocata da un colpo inferto da un corpo contundente, arrivato a forte velocità che ha lasciato un segno di una decina di centimetri di diametro a forma stellare. Indizi che potrebbero far pensare ad un lacrimogeno anche se il segno a forma stellare avrebbe dovuto essere impresso dalla parte posteriore del candelotto lacrimogeno e non dalla punta, quindi avrebbe dovuto colpire di rimbalzo il poliziotto. Ma questo particolare toglie completamente credibilità all'ipotesi lacrimogeno? l'abbiamo chiesto all'avvocato Giovanni Adami, legale di numerosi ultras che insieme al suo collega Avv Contucci chiede di approfondire le indagini anche in questa direzione.

 

SEMPRE A.C.A.B. ( ...oggi come ieri...)

Antipsichiatria su Radio Black Out

vinc3nt | 25 Gennaio, 2007 14:13

È nata una trasmissione radio dedicata alla critica della psichiatria...

OGNI GIOVEDÌ
Ore 16:00-17:30
su Radio Blackout 105.250 FM
 

IL NIDO DEL CUCULO è la nuova trasmissione radio che esprimerà la voce libertaria del dissenso contro l’incarcerazione psichiatrica e la coercizione — per una società libera dal pregiudizio e dal controllo sociale mascherato da cura medica.

In onda ogni giovedì dalle 16:00 alle 17:00 su Radio Blackout (105.250 FM) di Torino.

Condotta da Tristano Ajmone.

C'è un pò di unabomber in ciascuno di noi

vinc3nt | 19 Gennaio, 2007 17:02

Il 3 aprile 1996 in una sperduta capanna del Montana, vicino all'inospitale Baldy Mountain veniva arrestato Theodore John Kaczynski. Dopo diciotto anni di inutili tentativi e di umilianti insuccessi gli agenti dell'Fbi si dicevano convinti di aver messo fine alla lunga scia di delitti dell'ecoterrorista Unabomber. Si chiudeva così quella che era stata la più lunga e sofferta caccia all'uomo in America. Centinaia di poliziotti, decine di ispettori, intere città mobilitate per catturare il pericolo numero uno del Paese. Dal 1978 al giorno della cattura Unabomber aveva compiuto sedici attentati dinamitardi, uccidendo tre persone e ferendone altre ventitré, molte con gravi mutilazioni, seminando terrore in tutti gli Stati Uniti.

Nell'organizzazione dei suoi delitti mai un errore, una leggerezza, un dettaglio che potesse tradirlo. La tecnica sempre identica: un pacco bomba, diventato negli anni via via più elaborato e potente. Mai un'azione diretta, un rischio, uno scontro con le sue vittime.

Un uomo solo, in guerra con il mondo, animato da odio profondo, incontenibile per la tecnologia. Un uomo ossessionato dal progresso, dal predominio delle macchine, dallo svuotamento del ruolo dell'individuo.

Un odio inquietante e così devastante da trasformarlo in un assassino. Ma allo stesso tempo un odio tale da metterlo fuori dagli stereotipi e dagli schemi tradizionali della delinquenza e del terrorismo.

LEGGI IL LIBRO: "LA SOCIETA' INDUSTRIALE E IL SUO FUTURO"


Spagna: liberate 160 mucche, incendiato mattatoio

vinc3nt | 18 Gennaio, 2007 12:59

 

Mentre negli USA l'"Animal Enterprise Terrorism Act" tenta di reprimere con una legge l'ecologismo radicale e i movimenti di liberazione animale, a Santa Comba in Galizia, un mattatoio e' stato colpito da un attacco incendiario.

"L'incidente" avvenuto l'11 gennaio ha danneggiato gravemente la struttura del mattatotio che restera' chiuso per almeno 6 mesi.
Si pensa che l'attacco sia avvenuto durante le prime ore del mattino; prima di appiccare il fuoco, le porte dell'edificio sono state spalencate permettendo agli animali di fuggire.
160 mucche sono state liberate.

L'incendio mirato ha colpito principalmente il "settore dell'uccisione", le unita' frigorifere dove erano contenute le carcasse di 250 mucche e 64 maiali, e due camion di cui uno da 15 tonnellate (molto costoso). Per evitare che eventuali interessati tentassero di spegnere il fuoco vari estintori presenti sul luogo sono stati svuotati.
Nessuna rivendicazione e' ancora pervenuta.
Il proprietario dell'attivita', Jesùs Pèrez, ha chiesto al comune assistenza finanziaria per i dipendenti del mattatoio.
Nessuna delle 160 mucche liberate è stata recuperata.

Casa Pound: quando i fascisti escono dalle fogne

vinc3nt | 16 Gennaio, 2007 12:10

Venerdì 29 Dicembre a Latina, le merde fasciste di Casa Pound occupano una palazzina abbandonata dell'ex direzione enel, per protestare contro la situazione abitativa che le famiglie italiane della Littoria debbono sostenere.

I romanissimi camerati, accorsi nella città fondata dal duce per difendere le ariane famiglie pontine, oltre a raccolgiere il consenso dei soliti esponenti della destra parlamentare, raccolgono anche il battimano di Giorgio De Marchis il consigliere DS che così commenta: <non ho problemi ad affermare che la loro iniziativa assume un alto valore sociale, soprattutto nella città di Latina> e ancora <mi metterò in prima linea per far rimanere in vita Casa Pound Latina>

 

Mentre a due passi dalla loro bettola, nel quartiere Esquilino, vengono da molto tempo denunciate situazioni abitative insostenibili, loro debbono spostarsi fino a Latina per dare un senso alla loro lotta politica.

26 persone stipate in 30 metri quadrati, un rogo dove hanno perso la vita una donna ed un bambino bengalesi in circostanze ancora da chiarire, scantinati affittati a 3000 euro e loculi nei giardini adibiti a posti letto, non sono motivi sufficienti per chi finge di difendere diritti ma immancabilemente è sempre di fianco al potere, sempre pronto a sostenerne le logiche e servirlo nelle sue richieste.

Se di notte, erti a difensori della patria, con spranghe e lame provano a mettere ordine tra le strade cittadine, di giorno cercano visibilità, agibilità politica... ma soprattutto un senso, insinuandosi dentro i disagi (solo se di italiani purissimi) con le loro parole ed il loro simbolismo, e raccogliendo gli applausi e l'appoggio del potere.

Chi lotta veramente [movimenti di lotta per la casa, associazioni di migranti, centri sociali], chi cerca di rompere il silenzio denunciando i palazzinari e reclamando il diritto alla casa per tutt*, gli applausi non se li piglia (tantomeno dalla sinistra)... ed anzi, se va male, è pure caricato e ferito.

Niente applausi nemmeno da un sindaco che si riempie la bocca di belle parole, ma continua assieme al prefetto a risolvere i problemi sociali con la repressione, ad intitolare le strade ai fascisti e a tollerare la presenza delle loro topaie occupate nella città.

 

Pagherete tutto, pagherete caro! 

 
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