VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

evasioni...

vinc3nt | 26 Dicembre, 2007 02:33

Un detenuto di 32 anni, A. B., recluso nella casa circondariale 'Solliccianino' di Firenze dove scontava una pena per rapina, è evaso dalla sua cella il giorno di Natale utilizzando una scala a pioli da lui costruita con lenzuola e manici di scopa. L'evasione è stata scoperta poco dopo mezzogiorno del giorno di Natale.

Secondo quanto appreso, B. ha prima smurato la finestra della sua cella al primo piano della casa circondariale, poi si è calato con la scala artigianale nell'anello esterno e ha scavalcato il muro di cinta dell'istituto eludendo il sistema elettronico antievasione.

B. era stato arrestato l'ultima volta nell'agosto 2007 per una serie di rapine compiute durante un permesso premio. Non era la prima volta che Bongiovanni entrava nella casa circondariale a regime attenuato di Solliccianino: tra i suoi precedenti penali, oltre a rapina e ricettazione, ci sono anche l'evasione e la tentata evasione.

La repressione nel teramano

vinc3nt | 19 Dicembre, 2007 11:02

da "il centro" di giovedì 13 dicembre: 

Teramo. Andrà a processo per tutti i sette capi d’imputazione, tra cui incendio doloso e danneggiamento, per cui la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio, ma non potrà essere processato per propaganda sovversiva, visto che l’articolo 272 del codice penale è stato abrogato qualche mese fa. G. B., operaio montoriese di 23 anni, ieri è stato rinviato a giudizio per quasi tutti gli atti in qualche modo riconducibili agli anarchici, movimento di cui fa parte, avvenuti a Teramo negli ultimi tempi.

Lo ha stabilito il gup Antonella di Carlo al termine dell’udienza preliminare che si è svolta ieri mattina. Di Bonaventura, difeso dall’avvocato Filippo Torretta, dovrà comparire al processo il 2 aprile. Nel procedimento il Comune di Teramo si è costituito parte civile. Ieri mattina davanti ad un tribunale blindato dalle forze dell’ordine un gruppo di anarchici ha stazionato per tutta la durata dell’udienza in segno di solidarietà per il giovane montoriese, ieri mattina presente, destinatario di un foglio di via da Teramo. L’uomo è accusato di aver incendiato alcuni cassonetti in piazza Martiri Pennesi, ma anche di aver appiccato fuoco al portone del numero civico 5 di via Teatro Antico, sede di due studi medici e di altri uffici, ma che fino a cinque anni fa ospitava anche la sede teramana del nostro giornale. L’incendio causò anche il danneggiamento di un auto parcheggiata nella strada e che fosse diretto a colpire “il Centro” venne confermato da una telefonata anonima giunta qualche giorno dopo alla nostra redazione, nella quale si annunciava anche la presenza di un ordigno nel palazzo di piazza Martiri della libertà, dove si trova attualmente la nostra sede, che sarebbe scoppiata di li a poco. La bomba in realtà non c’era, ma l’intero palazzo, dove si trovano anche diversi studi professionali, uffici e attività commerciali, venne fatto sgomberare per sicurezza. L’operaio montoriese deve rispondere anche di porto abusivo di arma, poiché venne trovato con un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 26 cm; di un altro caso di danneggiamento, quando venne imbrattata un auto di proprietà dell’università di Teramo con scritte contro le biotecnologie e contro la stessa istituzione universitaria; di aver insultato e minacciato tre poliziotti. Infine Di Bonaventura viene ritenuto l’autore di quasi tutte le scritte a firma degli anarchici o ad essi riconducibili comparse negli ultimi due anni sui muri del centro storico di Teramo.

 

QUALCHE PUNTUALIZZAZIONE ALL'ARTICOLO:

L’articolo non parla del piccolo corteo sfilato per il centro storico di Teramo a fine presidio, dove quattro compagni, tra cui Gianluigi, sono stati portati in caserma per accertamenti. Il corteo è partito dal tribunale, con volantini e fumogeni si è spostato verso il corso principale, dove è stato bloccato dalla borghese e da una volante dei carabinieri, in quella che era una città blindata dalle forze dell’ordine.

Qualche giorno prima del processo, due compagni giuliesisono stati fermati e denunciati a Montorio al Vomano (TE) perché, dopo una perquisizione, sono stati rinvenuti nella vettura dei volantini in sostegno al compagno imputato, un secchio di colla e un pennello. Altre denuncie per danneggiamento, affissione abusiva, apologia di reato e vilipendio di corpo statale (nonché per l’abrogata 272) sono scattate qualche giorno dopo, sempre per gli stessi compagni, dopo un volantinaggio in un pub, sempre a Montorio al Vomano. Questa volta però si è scomodata addirittura la DIGOS di Teramo, che in questura ha fatto partire le suddette denuncie perché i volantini erano stati attacchinati nel capoluogo di provincia nei giorni precedenti.

Ad aprile si terrà il processo di Gianluigi, per i capi d’imputazione descritti dal giornale. A gennaio ci sarà invece un altro processo per i danneggiamenti con lo spray.

Vogliamo farci sentire sempre più numerosi, sia verso il compagno, sia verso chi cerca di limitarci con sottili giochetti burocratici ed intimidazioni fisiche e mentali.

leggi il post [indymedia_abruzzo]

DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO A CHI?

vinc3nt | 17 Dicembre, 2007 22:59

Venerdi' 14 Dicembre e' stata emessa l'attesa sentenza per i 25 capri espiatori delle giornate di Genova 2001. Dieci persone condannate per devastazione e saccheggio, con pene dai 6 agli 11 anni e le restanti quattordici per danneggiamento con pene dai 6 mesi ai 2 anni e mezzo. Una sola assoluzione.

Devastazione e saccheggio e' un reato risalente all'immediato dopoguerra e che, da Genova in poi, sta diventando un capo di imputazione esemplare. La punizione ideale per chi "si macchia di reati politici". Punirne 24 per schiacciare la storia di 300.000; quei 300.000 che sei anni fa, con forme e modalita' diverse, decisero di scendere in piazza contro le politiche degli otto grandi, quelli che devastano e saccheggiano la terra sul serio.

Queste condanne, pesanti come un macigno, sono in assoluta continuita' con la stretta securitaria intrapresa da questo e dai precedenti governi.

Strano paese il nostro, nel quale non è considerato criminale chi crea armi e basi per esportare la guerra, chi devasta il territorio con grandi opere utili solo al profitto di chi le realizza, chi uccide i lavoratori privandoli della necessaria sicurezza, chi pesta e spara arbitrariamente "protetto" dalla propria divisa, ne' chi usa violenza contro le donne con cui vive. In questo paese, invece, e' considerato criminale chi ancora trova la forza di opporsi allo stato delle cose, chi rivendica i propri diritti, chi esprime dissenso sui muri con una bomboletta spray, o chi non ha un passaporto italiano e cerca di sbarcare il lunario come puo', elemosinando, vendendo cianfrusaglie o lavando vetri al semaforo.

Dopo un sentenza tutta politica, dopo aver sbattuto il mostro in prima pagina, dopo aver dato in pasto all'opinione pubblica una lettura dei fatti distorta e ingiusta, la vicenda Genova 2001 sembra gia' essere stata liquidata. E la repressione verso i movimenti prosegue imperterrita.

Noi non accettiamo una rilettura cosi' falsa e misera di quelle giornate. Non accettiamo che le montature giudiziarie vengano agitate ed usate per reprimere i movimenti di lotta e per inibire pratiche di piazza e di contestazione. Rispediamo al mittente la sentenza genovese, cosi' come le accuse della procura di Cosenza per altri 13 protagonisti delle giornate di lotta del 2001, alla sbarra con imputazioni tanto gravi quanto infondate, tra cui associazione sovversiva.

A Genova abbiamo scritto una storia, ed e' la nostra storia, la storia di tutte e tutti noi. E' una storia talmente grande che non puo' essere riscritta da tribunali, polizie, veline d'agenzia, o governi. E lo diciamo qui, oggi, cosi', come lo ribadiremo, nei giorni della sentenza per il processo ai 13 a Cosenza, con un appuntamento nella citta' calabrese il prossimo Sabato 2 Febbraio.

Alcun* attivist* Roman*

TorreMaura: inCONTRO LA PSICHIATRIA

vinc3nt | 10 Dicembre, 2007 12:50

La psichiatria inizia il suo trattamento quando qualcuno pensa che ti deve prendere con la forza per cambiare le tue idee.
 
 
La storia della psichiatria è anche la storia della medicina, perché la medicina è sempre stata al servizio del potere, fin dall’antichità, fin dai tempi di Ippocrate, ora lo è in un modo più raffinato. Da una parte, la medicina dovrebbe occuparsi della salute delle persone, dall’altra, deve tenerle entro certi limiti, e questo è il suo compito fin dai sacerdoti egiziani. Ora, la medicina di cui parliamo, la nostra medicina ufficiale, a parte qualcuno che cerca di rivedere tutto, è una medicina dell’oggetto da riparare, anziché della salute della persona. La psichiatria è una variante, nel senso che qui la persona non ha un disturbo fisico, ma ha dei problemi con se stessa e con gli altri; Questi problemi non vengono presi in considerazione, si porta dentro la persona e la si distrugge. Io voglio che qualche psichiatra venga a dirmi se c’è nella storia della psichiatria un solo intervento previsto che non sia distruttivo, e deve dirmi qual è. [G. Antinucci ]
 
LIBERTA’ PER FACO, MAGDA, MANUELA, TEXINO E FEDERICO ARRESTATI PER ESSERSO OPPOSTI ALL’IMPOSIZIONE DI UN TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO (T.S.O.) 
 
 
VENERDI 14 DICEMBRE inCONTRO LA PSICHIATRIA:
Ore 18.00 dibattito con: Maria Rosaria D’Oronzo del TELEFONO VIOLA BOLOGNA | Sabatino Catalano
A seguire performance teatrale FOLLIA MORALE di GOGMAGOG
|locandina

Il mondo alla rovescia

vinc3nt | 08 Dicembre, 2007 17:18

Tratto da toscana.indymedia.org 

Un uomo, un poliziotto, uccide un altro uomo, e se ne sta a casa dicendo "lasciatemi in pace", quando qualcuno gli chiede spiegazioni. Altri uomini, e donne, per aver rotto e bruciato cose, sono in galera, e ci restano. E li si è accusati pure di essere terroristi. Tra questi Lorenzo Sturiale, un compagno di movimento, impegnato nel sociale e tifoso della Roma. Il mondo va alla rovescia, con i giornalisti che intervistano i leader della curva, ordinandogli "pacatezza", ma quando gli viene chiesto la stessa serverità per l'uomo delle forze dell'ordine la reazione è "e che dovevano fare, arrestarlo?!" E mentre i media non fanno altro che parlare della "violenza ultra'", nessuno si chiede come sia possibile che sempre più spesso i monopolisti della violenza in Italia, gli uomini in divisa, sparino alla gente per strada. Nessuno si interroga sul senso di impunità che, a ragione, li spinge ad agire in questo modo. Di casi come quello di Gabriele Sandri se ne contano decine senza dover ricorrere ai tanto ricordati anni '70. Tanto per fare qualche esempio si potrebbe ricordare la storia di Luca Rossi, ucciso dalla pistola di un poliziotto della digos; o quella di Federico Aldrovandi, ucciso dai calci e le manganellate di quattro agenti di polizia; o quella di Aldo Bianzino arretato per qualche pianta di marijuana e ucciso in carcere ancora non si sa da chi; e, se volete, quella, piu' nota, di Carlo Giuliani. In tutte queste vicende le costanti sono due: la violenza, impunita, delle forze dell'ordine e il ruolo dei media main stream in grado sempre di spostare l'attenzione di lettori e spettatori dal fatto piu' grave: uomini in divisa uccidono senza motivo. Giornali e tv diventano cosi' solo un puntello del potere politico, economico o militare che sia. Un tifoso della Lazio, è morto per mano di un poliziotto. Le notizie cominciano a trapelare confuse e contraddittorie. Il campionato non viene fermato (come invece era successo per la morte l'ispettore Filippo Raciti durante gli scontri allo stadio di Catania). Il messaggio che passa è chiaro: ci sono morti di serie A e morti di serie B. Morti per i quali lo show businness si puo' fermare, e altri per i quali non ci si pensa nemmeno. Come non prevedere che questo porti gli ultras alla rabbia? Rabbia che naturalmente si riversa per le strade. Come poche altre volte, ultras di qualsiasi appartenenza si ritrovano insieme contro il nemico comune: la repressione dello stato. E mentre tutti continuano a parlare di curve violente, di strette di mano simboliche in campo, di bambini sugli spalti, nessuno dice piu' niente su chi ha sparato o su chi potrebbe sparare domani.

 
Accessible and Valid XHTML 1.0 Strict and CSS
Powered by NoBlogs.org and A/I Collective.
  • Categorie