VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

Manifestazione Antifascista per Carlos

vinc3nt | 24 Novembre, 2007 10:18

L’uomo arrestato ieri perché sospettato di essere l’autore dell’omicidio di un ragazzo antifascista, ucciso nella Metro di Madrid, è un soldato dell’esercito spagnolo impiegato nel Regimiento Inmemorial del Rey del Ejército de Tierra.
Secondo fonti militari citate dall’Europa Press, il presunto omicida è entrato nell’esercito come soldato professionale lo scorso anno. Si tratta di Josué Estébanez de la Hija, 24 anni.
L’aggressione, avvenuta domenica notte, contro il 16enne, ucciso a colpi di arma da taglio, ha coinvolto anche un altro antifascista, pugnalato a un polmone e ora ricoverato all’ospedale "12 ottobre" della capitale. Teatro dello scontro, la stazione metropolitana di Lagazpi. La causa, l’incontro fra un gruppo di neonazisti, che si stavano dirigendo a una manifestazione in centro, e gli antifascisti, intenzionati a contromanifestare.
A incastrare il neonazista sono state le telecamere di videosorveglianza dissemiante nella metropolitana. Estébanez, vestito con una camicia marchiata da un emblema nazista, stava andando all’Usera, dove era stata convocata la manifestazione del partito di estrema destra Democracia, quando, dalla carrozza in arrivo alla fermata Lagazpi, ha individuato una trentina di giovani redskin, di sinistra, in attesa di salire. A questo punto, ha estratto dallo zaino una lama di 25 centimetri, nascondendola lungo il braccio. La tragedia si è compiuta quando la metro ha aperto le porte e i ragazzi di sinitra sono entrati: il soldato ha infilato il coltello nel polmone del 16enne, fino ad arrivare al cuore.
Al tentativo degli amici di rispondere all’attacco, il 24enne ha cominciato a sferrare coltellate all’impazzata, ferendo Alejandro Jonatan M. M. di 19 anni.

Dalla strategia della tensione, alla strategia della paura

vinc3nt | 22 Novembre, 2007 23:00

12 dicembre 1969, Milano: una bomba esplode nell’atrio della Banca dell’Agricoltura, in Piazza Fontana. Sono le ore 16,37. I morti sono 16 i feriti 87.
Dal 1969 al 1980 in Italia ci sono state una lunga serie di stragi, bombe assassine contro inermi innocenti. Troppo spesso rimaste impunite. E’ stata chiamata “la strategia della tensione”. 
In una situazione di grave crisi, le bombe servirono  alle classi al potere per far montare il terrore nella società e poi sull’onda emotiva del sentimento popolare applicare politiche di reazione e intransigenza.
All’epoca, vollero ricondurre al silenzio e al giogo il movimento operaio, le classi popolari, la sinistra extraparlamentare, i movimenti di emancipazione e gli studenti in lotta, garantire profitti sempre più remunerativi al padronato, consolidare i poteri più repressivi dello stato (polizia e carabinieri in testa), distogliere l’attenzione della gente dai problemi economici e sociali dell’epoca. 
Oggi la disoccupazione, il precariato diffuso, lo sfruttamento sempre più intenso, la mancanza di minime garanzie a tutela della salute, la mancanza di opportunità, la negazione di diritti primari come la casa, le disuguaglianze estreme, il malfunzionamento delle politiche sociali troppo spesso agite da cclientelismo e da necessità elettorali, aggravano le contraddizioni sociali creando disagio, paura, egoismo. Contraddizioni acuite ancor più dal passaggio storico che l’Italia sta affrontando, il passaggio ad una società multiculturale. In migliaia arrivano portando con se la propria cultura e i propri costumi, spesso la propria disperazione che a volte si scontra con il disagio già presente tra gli abitanti di questo paese, alimentando una guerra fra poveri fatta di razzismo e xenofobia, che coinvolge ormai non più solo gruppi organizzati di destra ma anche alcune fette della popolazione.
12 dicembre 2007, il Terrore a suon di bombe ai tempi delle Stragi di Stato, oggi si incute attraverso l’urlo dei media sui reati compiuti dagli immigrati. Immigrati uguale assassini, questo è il motivo dominante di questi ultimi giorni. 
Impossibile non vedere oggi nel “pacchetto sicurezza” la materializzazione di una nuova logica di controllo sociale da parte delle istituzioni, la creazione di nuovi capri espiatori, per nascondere i veri problemi economici e sociali di oggi. E’ nel pacchetto sicurezza che si definiscono i nuovi confini della devianza che preparano la strada ad una progressiva criminalizzazione della società e del dissenso, una “strategia della paura” intollerabile che comincia a costare vite innocenti e che giustifica abusi di potere.
Dopo i fatti delle ultime tre settimane la nostra analisi non può che trovare ulteriori e drammatiche conferme. Non diamo qui una nostra lettura approfondita dei fatti accaduti, vogliamo invece creare un momento di discussione pubblico e cittadino dove poter condividere e discutere dei dibattiti che, siamo sicuri, hanno attraversato tutti gli spazi e le strutture di movimento. Sentiamo impellente la necessità di dare una voce unica, forte e di movimento, alle vicende che attraversano questo periodo, non possiamo permetterci di rimandare. 

Come Laboratorio Antifascista Nazionale proponiamo una giornata di mobilitazione il 12 dicembre, dislocata in più città, che richiami alla memoria quella strage e ricordi come le istituzioni, ieri come oggi, hanno bisogno di alimentare odio e terrore, repressione e paura, per poter sopravvivere nei momenti di crisi economica e sociale.
Vogliamo affermare un’altra idea di sicurezza: quella di una vita dignitosa, di un lavoro senza sfruttamento e precarietà, di servizi pubblici efficienti e aperti a tutti, del diritto allo studio e alla casa; tutti elementi che caratterizzano una società  ospitale, inclusiva e giusta, che garantiscono il funzionamento di vere politiche dell’accoglienza. La sicurezza di poter sviluppare liberamente le proprie capacità e personalità. La sicurezza di essere rispettate e rispettati in quanto individui. 
 
ASSEMBLEA CITTADINA
GIOVEDI’ 29 NOVEMBRE 2007 ore 20
C.S.O.A.  Ex-Snia Viscosa, Via Prenestina 173

Rete Antifascista Metropolitana

Contro il separatismo. Non è una strategia che esprime la nostra molteplicità

vinc3nt | 22 Novembre, 2007 15:48

Il 18 novembre, cioè la scorsa domenica, Liberazione ha pubblicato, nell'interessantissimo inserto Queer che esce ogni domenica con il quotidiano, numerosi interventi, che espongono vari punti di vista, tutti dedicati alla manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne. Gli interventi potrete trovarli prestissimo online sul sito del giornale (cercate allegato queer in data 18 novembre). Io ve ne passo - abusivamente - uno che condivido e che mi sembra chiarire l'equivoco che sta nel ragionamento di chi ha immaginato che la pratica (della manifestazione per sole donne) potesse essere scissa dal contenuto (la lotta contro la violenza sulle donne). Quando pratica e contenuto sono la stessa cosa il risultato che viene fuori è appunto la acuta riflessione di Gaia. Inserisco a seguire un mio molto ma molto più modesto contributo che parla sempre di essenzialismo strategico e contrapposizioni binarie. L'insieme di questi interventi sono pubblicati non in maniera distruttiva o irrispettosa della fatica e delle ottime intenzioni delle donne che stanno lavorando sulla manifestazione - che mi auguro (come me lo auguro per ogni bella iniziativa dedicata alle donne) abbia una ottima riuscita - ma per far emergere che può esserci una partecipazione critica (alla discussione sulle pratiche contro la violenza sulle donne e alla stessa iniziativa del 24 novembre), che ha pari legittimità e dignità, non "allineata" e non per questo "su commissione" o persecutrice di varie forme di "delegittimazione" (perchè le buone intenzioni non stanno mai da una parte sola). Partecipiamo dunque criticamente, in fondo al corteo, tra i gruppi misti.

leggi l'articolo completo sul noblog femminismasud

Indymeeting! Indymedia Italia sta lentamente tornando on line

vinc3nt | 16 Novembre, 2007 19:43

E' passato un anno da quando Indymedia Italia ha sospeso la propria attività. In questo periodo diversi gruppi territoriali, che componevano il vecchio progetto, hanno ripreso ad incontrarsi, creando e costruendo nodi autonomi di indymedia in varie parti della penisola. Ad oggi sono attivi nodi di Indymedia in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Napoli e Lombardia. Sono invece in via di apertura in Abruzzo, Calabria, Liguria e Roma.
Indymedia, che in molti avevano data per morta, sta rinascendo con una diversa struttura caratterizzata dalla necessità di coordinare i diversi progetti territoriali, per donare alla rete italiana un'ottica nazionale che riteniamo necessaria.
Per questo, ad un anno dalla chiusura, ci ritroviamo a costruire forme di collaborazione e condivisione capaci di travalicare le specificità i modo da restituire un diverso senso alle tappe del lavoro di ricostruzione che fin qui abbiamo portato avanti.

Il 23-24-25 Novembre saremo a Roma, presso il CSA La Torre a cercare di scrivere una pagina diversa della storia di Indymedia, con questo ODG:

  • aggregatore nazionale (gestione tecnica e dei contenuti)
  • policy e process nazionale
  • riorganizzazione liste nazionali
  • lancio promozionale "nuova" indytalia
  • coordinamento finanze

Nessuna sicurezza, senza giustizia sociale.

vinc3nt | 09 Novembre, 2007 12:31

Nel clima di “emergenza sicurezza” creato dai media, invece di
affrontare i reali problemi di questa società, alcune forze del centro
sinistra assumono posizioni razziste e l’estrema destra ricerca
visibilità fomentando l’odio razziale.
Anche questa volta i fascisti di Fiamma Tricolore strumentalizzano
pericolosamente la situazione, alimentando il clima di tensione e
continuando ad essere in prima fila in campagne contro migranti,
omosessuali, ebrei. Nonostante il loro provocatorio comizio sia stato
vietato dalla questura , sostengono di voler mantenere il loro
concentramento a Piazzale della Radio, con l’intenzione di dirigersi
verso gli insediamenti rom presenti sulle rive del Tevere.
In un territorio come Marconi in cui sono da sempre presenti realtà di
lotta, case occupate, centri sociali, associazioni e comunità di migranti
qualsiasi tipo di iniziativa della Fiamma Tricolore è una pura
provocazione che non possiamo lasciar passare inosservata.
E’ per questo che sabato 10 novembre dalle ore 15 ci ritroveremo sul
Lungotevere dei Papareschi , tra l’Uci Cinema e il Teatro India,
chiedendo la massima partecipazione, per presidiare questo  territorio, gli
insediamenti rom sul Tevere e impedire lo svolgimento di qualsiasi tipo di
iniziativa neofascista.
 
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