Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol
vinc3nt | 24 Agosto, 2007 12:56
Qualche giorno fa, un compagno rinviene
nel tettuccio della propria auto, collegata ai cavi di alimentazione
della luce dell'abitacolo, una microspia formata da un cellulare modificato (foto 2 e 3), una antenna, un rilevatore Gps e due microfoni.
Oggi, giovedi' 7 giugno, la microspia e' stata distrutta in diretta radiofonica durante la trasmissione di Radio BlackOut "Bello come una prigione che brucia", a colpi di martello.
Equamente suddivisi, i frammenti sono stati recapitati, in busta chiusa e sempre in diretta radiofonica, a:
1- Al Signor Questore di Torino, tramite l'ispettore Raimondi, della Digos di Torino
2- Al Tenente dei Carabinieri di Moncalieri (audio 1 e 2)
3- Al Signor Sindaco di Torino Segio Chiamparino, tramite l'assessore
alle Politiche per l'integrazione Ilda Curti, durante la conferenza
stampa su "Giovani immigrati a Torino"
Ecco il testo del volantino distribuito durante la conferenza stampa
INTERCETTAZIONI - Amante della libertà trova microspia nella sua auto
Sventato colpo della Banda Berrettoni
Dopo le minacce degli avvisi orali, la questura passa alle vie di fatto
Torino – Nella notte di sabato 2 giugno un giovane amante della
libertà residente nella cintura torinese ha ritrovato una "cimice"
occultata non troppo abilmente nella sua vettura. La macchina non
presentava evidenti segni di scasso, ma dall'autoradio – spenta –
uscivano rumori sospetti.
Secondo i primi rilevi tecnici, il sofisticato dispositivo (nella foto)
sarebbe stato in grado di rilevare e trasmettere la posizione del
veicolo e le conversazioni che avvenivano al suo interno.
L'episodio è ancora avvolto nel mistero, ma i sospetti sono concentrati
verso l'ambiente criminale della cosiddetta "Banda Berrettoni" (dal
nome del suo presunto capo, Stefano Berrettoni, questore di Torino).
I PRECEDENTI
Solo qualche settimana fa, infatti, lo stesso Berrettoni aveva fatto recapitare una dozzina di avvisi orali
ad altrettanti amanti della libertà, minacciando di adottare drastiche
misure di prevenzione e sicurezza contro di loro, tra tutte la
famigerata sorveglianza speciale. Evidentemente, dopo le minacce,
Berrettoni è passato alle vie di fatto.
Non nuovo a provvedimenti di questo tipo, già a gennaio il questore aveva bandito da Torino una anarchica alloggiata in città, firmando un foglio di via.
La colpa degli avvisati e degli indesiderati? Aver occupato spazi
abbandonati, aver lottato contro la guerra, contro i lager per
stranieri senza documenti, contro gli abusi della polizia, contro il
fascismo, contro le devastazioni ambientali…
I RETROSCENA
Grazie ad un accurato lavoro di intelligence, siamo in grado di svelare
chi si cela dietro a questa e alle precedenti intimidazioni.
Si tratterebbe di Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, già noto
all'opinione pubblica come mandante di retate, sgomberi, espulsioni e
di tutti gli omicidi di extracomunitari avvenuti in questi anni durante
"normali controlli di polizia".
UN COLOSSALE ABBAGLIO
Ma forse Chiamparino & Co. non hanno fatto bene i loro conti, e sono anzi vittime di un colossale abbaglio.
Da un lato, infatti, i destinatari di queste sgradite attenzioni
sembrano non esserne affatto intimiditi, e continuano allegramente a
contribuire alla diffusione di idee e pratiche sovversive.
Dall'altra, come hanno recentemente dimostrato gli abitanti della
Valsusa e delle banlieue francesi, la vera minaccia per gli
amministratori di questa decrepita società si concretizza quando
l'insofferenza verso le ingiustizie, i soprusi, i disastri sociali ed
ambientali si generalizza e rompe gli argini. E, quando questo succede,
espulsioni, microspie, avvisi orali e fogli di via non servono a un
beneamato cazzo di niente.
IL DISCORSO
«Repressione è civiltà!»
Ecco – in esclusiva – l'ispirato e minaccioso discorso di Pasqua tenuto
da Stefano Berrettoni davanti agli uomini della sua banda: «L'uso della
libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità
costituite. L'uso della libertà, che tende a fare di qualsiasi
cittadino un giudice, che ci impedisce di espletare liberamente le
nostre sacrosante funzioni. Noi siamo a guardia della legge, che
vogliamo immutabile, scolpita nel tempo. Il popolo è minorenne, la
città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A
noi, il dovere di reprimere! La repressione è il nostro vaccino!
Repressione è civiltà!»
Scarica il volantino, fotocopialo e diffondilo!
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