VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

Orio (Vt) Concerto Bassotti, i fascisti ci riprovano

vinc3nt | 25 Luglio, 2007 12:37

24/07/2007 - Nella serata di ieri, ad Oriolo Romano, nell’ambito della “Festa dei Musi”, si è svolto il previsto concerto musicale del gruppo “La banda Bassotti”. In considerazione del fatto che in occasione di una recente apparizione della band a Roma, a Villa Ada, si era verificata un’aggressione in danno di alcuni spettatori, il Questore di Viterbo, per la circostanza, aveva predisposto adeguati servizi di ordine e sicurezza pubblica con l’impiego di personale della Forza Pubblica, al fine di assicurare l’ordinato svolgimento della manifestazione. Al termine del concerto, che ha avuto luogo senza alcun tipo di incidente, nel corso dei servizi preventivi e di osservazione che si sono protratti nella nottata a Oriolo Romano, personale della DIGOS della Questura di Viterbo e di Roma identificava, nei pressi della piazza ove si era svolta la manifestazione musicale, gli occupanti di due autovetture in sosta. All’interno della auto venivano rinvenute alcune mazze di legno riportanti slogan politici di estrema destra e altro materiale interessante. Gli occupanti venivano denunciati ai sensi della legge n. 110 del 1975, per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Anarchici: i fantasmi di un magistrato bolognese

vinc3nt | 25 Luglio, 2007 08:45

Black BlockPrive di fondamento - secondo il Tribunale del Riesame di Bologna - le ipotesi di apologia di attentato terroristico e associazione sovversiva per gli anarchici del Centro di Documentazione bolognese Fuoriluogo, che subirono quattordici perquisizioni familiari il 31 maggio scorso.

Per l'ennesima volta si rivelano infondate le costruzioni accusatorie di Paolo Giovagnoli, pm della procura bolognese, ossessionato dall’idea di vivere in una città sull'orlo dell'insurrezione.

Questa volta è stato il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Sergio Cornia, a smontare le accuse rivolte da Giovagnoli a otto attivisti del Centro, ordinando il dissequestro di tutto il materiale sequestrato.

Gli otto anarchici distribuirono all'entrata di un convegno tenutosi alla Facoltà di Economia il 21 marzo scorso un opuscolo intitolato “La classe operaia va all'inferno” all'interno del quale la frase “certe responsabilità prima o poi si pagano”, riferita al giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse, avrebbe delineato, secondo l'accusa, i reati di apologia di attentato per finalità terroristiche o di eversione, nonché di associazione sovversiva.

Una vera caccia alle streghe o, nella migliore delle ipotesi, la persecuzione di un mero reato di opinione incompatibile con uno stato di diritto.

Distribuire quell'opuscolo, che il Riesame definisce “ironico... e privo di espressioni particolarmente radicali” sarebbe stata sì una condotta “gravemente provocatoria e offensiva della sensibilità dei partecipanti”, ed in particolare nei confronti di Marina Orlandi, vedova Biagi, ma rivolta ad un pubblico del tutto “refrattario a raccogliere stimoli a delinquere”.

In altre parole, non c’è fondamento per le ipotesi di reato formulate da Giovagnoli.
 
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