VINC3NT

Pria di morir sul fango della via,
imiteremo Bresci e Ravachol

Un anno fa ci lasciava Valerio Marchi

vinc3nt | 23 Luglio, 2007 14:54

Un anno fa ci lasciava Valerio Marchi. Lo skinhead, il sociologo, l'ultrà, l'antifascista, l'intellettuale di strada.

un articolo del 2006 dei wuming per ricordarlo:

E' un'estate di siccità dell'anima, che si porta via i nostri fratelli maggiori, uno in fila all'altro, come scoiattoli ghermiti da un rapace.
Dopo Piermario Ciani e Roberto Bozzetti (aka DJ Pappa Rodriguez), ieri sera la notizia che ti spegne la voce e ti fa balbettare al telefono.
E' morto a soli 51 anni Valerio Marchi, sociologo, storico dei moviemtni giovanili, militante antifascista, skinhead, ultà della Roma, libraio e scrittore.
All'improvviso, molti fenomeni (il fascismo da curva, le sottoculture giovanili, il rock della destra radicale ecc.) diventano opachi, meno leggibili. Rimane sguarnita una postazione critica importante, e tutti quanti ne scontreremo le conseguenze. Il mix incarnato da Valerio (credibilità accademica + culo in strada, strumentazione scientifica + passione viscerale) è sempre più difficile da "shakerare", in un Paese impoverito dalla "fuga dei cervelli", dove imperversa il radicalismo da salotto ed è egemone l'arricciata di naso di fronte alle manifestazioni della cultura popular.

Questa morte avrà un impatto devastante sulla cultura italiana, che purtroppo - in tutt'altre faccende affaccendata - se ne accorgerà tra chissà quanto.
Abbiamo confezionato un piccolo tributo, per far conoscere un po' del lavoro di Valerio anche a chi non ne ha mai sentito parlare.
Mandiamo un abbraccio rude e un po' maldestro, da orsi affettuosi, alla famiglia di Valerio, agli innumerevoli amici e a tutti i compagni da via dei Volsci a Polignano.
[WM 2006]

Scarica la video-intervista sulla destra radicale in Europa

Estratti di articoli:

             - Prefazione a "la sindrome di Andy Capp"
            
             - Estratto da "Il derby del bambino morto"

Aggressione neofascista al campo di protesta ambientalista di Angarsk (Siberia)

vinc3nt | 23 Luglio, 2007 10:42

All'alba del 21 luglio, intorno alle 5 del mattino, il luogo dove ci eravamo stabiliti per campeggiare è stato brutalmente assalito. Diversi fascisti sono piombati all'improvviso sulle nostre tende dandogli fuoco e rubando le nostre cose, colpendoci nel sonno con bastoni, martelli e calci. Il tutto mentre inveivano e urlavano contro gli antifascisti – elemento che, insieme all'assurda e consapevole violenza dell'aggressione, non lascia dubbi sulla natura dell'azione: non si è trattato di hooligan qualsiasi, ma di un'incursione fascista coordinata e pianificata.

Va rilevata la lunga attesa – più di mezz'ora – che ha contraddistinto l'intervento delle forze di dell'ordine richiamate sul luogo e i successivi tentativi, da parte sempre della Polizia, di negare l'esistenza di gruppi neofascisti nell'area di Angarsk. I partecipanti al campo ecologista si sono visti invitare dai dirigenti di Polizia sul luogo a non “dare scandalo” e a “non comunicare con i giornalisti” riguardo all'aggressione subita. Ma non possiamo tacere, poiché l'indignazione e il desiderio di riscatto vanno al di là di ogni altra considerazione.

La scorsa notte abbiamo perso un nostro compagno. Ilya Borodaenko – un compagno anarchico di Nakhodka, membro dell'Azione Autonoma – è morto a causa di un trauma cranico e del pestaggio subito. La notte dell'aggressione, Ilya e altri due partecipanti del campo erano di turno ed Ilya è stato il primo a fronteggiare il gruppo fascista. Alcuni altri partecipanti sono stati ricoverati all'ospedale in gravi condizioni (con traumi cranici e fratture alle braccia e alle gambe). Le tende sono state date al fuoco o distrutte; le bandiere sono state rubate.

Comunque sia, non ci dimenticheremo nulla, e non perdoneremo la morte di Ilya Borodaenko ai suoi assassini – a prescindere dal corso che potrà mai prendere l'indagine “ufficiale”. Non fermeremo le nostre attività al campo di protesta ambientalista, non fermeremo la nostra lotta contro la piaga nazifascista e contro la mafia del nucleare, contro la feccia dell'autoritarismo e del razzismo, contro tutto ciò che mira alla distruzione sia della natura che della dignità umana. 

Oggi siamo in lutto.
Domani continueremo la nostra lotta.

 

 

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 (Continua)

 
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