VINC3NT

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XXI secolo: schiavitù e tratta di esseri umani

vinc3nt | 12 Luglio, 2007 09:06

Il primo Stato a sopprimere, seppur solo formalmente, la tratta degli schiavi è il Regno Unito, con l’approvazione nel 1807 dell’Abolition of the Slave Trade Act, seguito, nel 1883, dallo Slavery Abolition Act. In precedenza, nel 1794, solo la Francia aveva alzato la voce contro il fenomeno, seguita poi dalla Danimarca nel 1796, dall’Olanda nel 1814 e dalla Svezia nel 1815. Nel 1815 per la prima volta la schiavitù è condannata in Europa con la Dichiarazione per l’abolizione universale della tratta degli schiavi. Negli USA l’abolizione del commercio degli schiavi risale al 1808. L’ultimo Stato del continente americano a liberare gli schiavi è il Brasile, nel 1888. Nel 1926 la Società delle Nazioni elabora per la prima volta la definizione giuridica internazionale della schiavitù. Nel 1948 la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, approvata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea generale dell’ONU, afferma che “nessuno deve essere tenuto in schiavitù o servitù; la schiavitù e il traffico degli schiavi devono essere proibiti in tutte le loro forme”. Gli ultimi stati a dichiarare illegale il commercio degli schiavi sono l’Arabia Saudita, nel 1962, e la Mauritania, nel 1981.

 (Continua)

 
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